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patelli cristina

 

BIELLA 05-05-2022Il deputato Cristina Patelli ha atteso il 4 maggio per annunciare la più recente fra le sue iniziative parlamentari: una proposta di legge volta a istituire la «Giornata dedicata alla memoria dei caduti del Grande Torino», deceduti - come tutti sanno non solo in Italia, o in Europa, ma ovunque sul nostro pianeta - in occasione del drammatico incidente avvenuto proprio il 4 maggio 1949, quando pochi minuti dopo le 17 il trimotore Fiat G.212 con a bordo l'intera squadra del Grande Torino - la più forte e conosciuta al mondo - si schiantò a piena velocità contro il muraglione del terrapieno posteriore della basilica di Superga, che sorge sul colle da cui prende il nome, uno fra i più alti tra quelli che circondano Torino, in quel momento battuta dalla pioggia e avvolta da una fitta nebbia.

Nella tragedia di Superga morirono tutti. Perirono trentuno persone fra atleti, dirigenti, giornalisti e membri dell'equipaggio.

I giocatori: Valerio Bacigalupo, Aldo Ballarin, Dino Ballarin, Emile Bongiorni, Eusebio Castigliano, Rubens Fadini, Guglielmo Gabetto, Ruggero Grava, Giuseppe Grezar, Ezio Loik, Virgilio Maroso, Danilo Martelli, Valentino Mazzola, Romeo Menti, Piero Operto, Franco Ossola, Mario Rigamonti, Giulio Schubert; gli allenatori Egri Erbstein, Leslie Levesley, il massaggiatore Ottavio Cortina con i dirigenti Arnaldo Agnisetta, Andrea Bonaiuti ed Ippolito Civalleri.

Morirono inoltre tre dei migliori giornalisti sportivi italiani: Renato Casalbore (fondatore di «Tuttosport»), Renato Tosatti (della «Gazzetta del Popolo») e Luigi Cavallero (de «La Stampa») ed i membri dell’equipaggio: il primo pilota comandante Pierluigi Meroni, il secondo pilota, maggiore Cesare Biancardi, il motorista Celeste D'incà e il capo-marconista Antonio Pangrazzi, fra i migliori elementi che l'aviazione commerciale potesse vantare.

In quei drammatici istanti non si dissolse “solo” una squadra di calcio, una grande squadra di calcio per la verità; quella capace di resistere alla seconda guerra mondiale e di conquistare cinque scudetti di fila stabilendo in quelle stagioni tutti i primati possibili, alcuni ancora oggi imbattuti, e costituendo per dieci undicesimi la formazione della squadra nazionale italiana.

Quel 4 maggio di tanti anni fa morì qualcosa di più: un fenomeno culturale e sociale che non aveva precedenti e non avrà successori, una squadra senza rivali in campo, insuperabile per il mito che aveva costruito, che da quel momento rimarrà immortale nel cuore degli sportivi di tutto il mondo, perché chiunque - e ovunque - sussulta al ricordo di quel nome: Grande Torino.

“Solo il fato li vinse”. Basterebbe questa frase, che riecheggia sempre per definire la condizione degli invincibili eroi granata, senza aggiungere nient’altro. A quel ricordo tutti, anche i tifosi delle altre squadre si inchinano. Per questo è opportuno - tanto è vero che il successo dell’iniziativa è già vasto e trasversale - presentare al parlamento italiano una proposta di legge per ricordare quel fenomeno così importante della nostra storia, quel patrimonio collettivo, istituendo il 4 maggio di ogni anno la Giornata nazionale in memoria di quella magnifica squadra, tragicamente scomparsa.

Oltre all'amore dei propri tifosi il Toro, che il capitano Valentino Mazzola chiamava alla carica rimboccandosi le maniche della casacca granata, aveva infatti guadagnato il rispetto di tutti gli avversari e l’affetto di ogni italiano, forse addirittura di ogni sportivo, ovunque: nessuna squadra al mondo ha mai rappresentato per il calcio quello che ha significato il Grande Torino.

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