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vb pedroli

VERBANIA - 23-05-2020 -- Inattivo, insolvente

e con più di mezzo milione di debiti. È stato il Tribunale di Verbania, cinque anni dopo aver respinto un’analoga istanza, a dichiarare fallito il Verbania calcio 1959. La storica società di calcio cittadina, che l’ultima stagione sul campo l’ha vissuta nel 2015/2016, da allora non ha di fatto più svolto alcuna attività, venendo anche radiata dalla Figc. Ma, iscritta al registro imprese della Camera di commercio come a.s.d.r.l. (un’associazione sportiva dilettantistica senza scopo di lucro, con la responsabilità limitata come le normali srl), ha continuato a esistere come soggetto giuridico, con gli adempimenti di legge e, soprattutto, con le vecchie pendenze.

Tra queste, oltre 43.000 euro per bollette del gas non pagate sino al 2015 che, certificate con sentenza del Tribunale di Verona, dopo un pignoramento andato a vuoto sono state cedute a un intermediario finanziario. È stato quest’ultimo, già il 23 ottobre 2019, a presentare istanza di fallimento. Come accadde nel 2005, il club amministrato da Francesca Pangallo -che ne è socia insieme al marito, il senatore della Lega Enrico Montani- ha chiesto che fosse respinta per la mancanza di tutti i requisiti imposti dalla legge fallimentare, in particolare perché il debito non supera i 500.000 euro. Su questo punto il Tribunale, dopo aver chiesto approfondimenti contabili, s’è espresso contro il Verbania e a favore dell’istanza di fallimento. Tra il “rosso” del club calcistico, oltre ai 43.883,72 euro del gas (debito accertato con sentenza passata in giudicato), figurano 186.277,19 euro di debiti vari iscritti a ruolo dall’Agenzia delle entrate-Riscossione, e 257.606 euro più interessi e spese legali (anch’essi con sentenza definitiva) nei confronti di Veneto Banca, che ha a sua volta ceduto a un intermediario. Il totale, compresi gli interessi, passa -anche se di poco- il mezzo milione. Ed è su questa constatazione che i giudici si sono espressi per il fallimento. La sentenza è stata depositata il 7 aprile scorso, in pieno lockdown da Covid-19. Il Tribunale ha nominato giudice delegato il dottor Claudio Michelucci e curatore fallimentare il commercialista milanese Marco Vigna Taglianti, fissando all’11 settembre prossimo l’udienza per l’adunanza dei creditori e l’esame dello stato passivo.

 

 


 

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